DAL DIARIO DI ANNA FRANK

“La gioventù, in fondo, è più solitaria della vecchiaia”. Questa massima, che ho letto in qualche libro, mi è rimasta in mente e l’ho trovata vera. E’ vero che gli adulti trovano maggiori difficoltà dei giovani? No, non è affatto vero.Gli anziani hanno un’opinione su tutto e non esitano più prima di agire. A noi giovani costa doppia fatica mantenere le nostre opinioni in un tempo in cui ogni idealismo è annientato, distrutto, in cui gli uomini si mostrano dal loro lato peggiore, in cui si dubita della verità, della giustizia e di Dio.

Chi ancora afferma che qui nell’alloggio segreto gli adulti hanno la vita più difficile, non si rende certamente conto della gravità e del numero dei problemi che ci assillano, problemi per i quali noi siamo forse troppo giovani, ma che ci incalzano di continuo, sino a che, dopo un lungo tempo, noi crediamo di aver trovato una soluzione; ma è una soluzione che non sembra capace di resistere ai fatti,che la annullano. Ecco la difficoltà di questi tempi: gli ideali, i sogni, le splendide speranze non sono ancora sorti in noi che già sono colpiti e completamente distrutti dalla crudele realtà.

E’ un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo. Mi è impossibile costruire tutto sulla base della morte,della miseria, della confusione. Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte l’avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto si volgerà di nuovo al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l’ordine, la pace e la serenità.

Intanto debbo conservare intatti i miei ideali; verrà un tempo in cui saranno forse ancora attuabili.


indietro